lunedì 2 febbraio 2015

John Wick


- Un film d'azione senza tante pretese che tiene col fiato sospeso
- Il ritorno di Keanu Reeves in splendida forma
- Adrenalina in pellicola: non basta?




Dopo troppe foto svilenti sui tabloid di gossip, Keanu Reeves torna in splendida forma sugli schermi cinematografici con un film d'azione tutto spari e capriole che ricorda un po' Matrix ma non ha niente di fantascientifico.
 

Con la regia di David Leitch e Chad Stahelski e un cast di attori che ricoprono i ruoli classici di una storia d'azione con bravura e drammaticità, il film racconta la vendetta di un uomo costretto a rispolverare il suo pericoloso passato a causa del "solito idiota che va a rompere le scatole al prossimo", peccato che questo "prossimo", durante quel passato, sia stato una vera macchina della morte.


Un mix di freddezza e azione, di razionalità senza sentimenti di "concentrazione pura, impegno totale e volontà ferrea", questo è John Wick, un assassino spietato, colui il quale mandi ad uccidere l'uomo nero e, a Keanu Reeves, questi panni cascano a pennello.
 



Solo un briciolo di fragilità e il ricordo dell'amore, gli fa montare la rabbia e la sete di vendetta per quell'azione stupida che gli toglie l'ultimo briciolo di speranza che ha di non rimanere solo.

Coprotagonista, causa della vendetta di Wick, è Iosef Tarasov, interpretato da Alfie Allen, ragazzo presuntuoso, figlio di  Viggo Tarasov, capo della mafia russa per il quale Wick ha lavorato prima di sotterrare le sue armi e cambiare totalmente vita.






Il contorno è un mondo omertoso e corrotto dove tutti sanno e nessuno parla, puoi sparare, uccidere, tornare sanguinante in albergo con un buco allo stomaco e tutto è normale.

L'ennesimo inseguimento, l'ennesima sfida, quella finale, quella che dovrebbe portare alla conclusione di tutto, finisce come un romantico addio che stona un po' su tutto il film ma gli permette di tornare alla vita da uomo normale.


marel

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