- per conoscere l’estate che si cela dietro ogni inverno
- per goderne dei colori e della fotografia
- per scoprire una Venezia diversa
Un albero di mele incontra una lampada bisognosa di accendersi ed è così che cominciano i dieci inverni:
- Io sono Silvestro.
- Camilla.
- Piacere, bel nome Camilla.
- Davvero ti piace?
- No, dicevo per dire...
Dieci inverni di sciarpe a righe, di colori e di maglioni
dieci inverni di verità mai dette, di sogni inespressi
dieci inverni per innamorarsi
dieci inverni per parlarsi
dieci inverni per scoprirsi e rivestirsi
dieci inverni per conoscerne le estati
dieci inverni per ascoltare
dieci inverni di acqua e di montagne, di libri e di lumache
dieci inverni per un fuoco
dieci inverni per sbagliare e per tornare
dieci inverni giovani e di decisioni
dieci inverni di traslochi e stufe accese
dieci inverni di debolezze e di freddezze
dieci inverni per un vaporetto
dieci inverni per tornare da dove si è venuti, da dove si è
cominciato
Dieci inverni quindi, dieci
quadri danno vita ad una commedia sentimentale che, seppur malinconica a
momenti, non risulta penosa ma sempre leggera e piacevole anche grazie ad
un’ottima fotografia e scenografia.
Film dolce, intenerisce nella sua
genuinità, alterna momenti d’ironia a momenti di riflessione.
Gli ambienti sia interni che
esterni non sono cupi e tetri come il freddo invernale inviterebbe a pensare ma
vengono utilizzati elementi di luce varia con colorazioni allegre ed intense in
ogni scena, come se si accedesse al giovane carattere dei protagonisti, ai
continui sbalzi d’umore propri dei ragazzi che si scoprono adulti.
La composizione finale è un’
aggregazione di teneri sentimenti a volte semplicemente abbozzati che crescono
nelle dinamiche della vita di due giovani adulti con il futuro davanti.
Recitato discretamente, senza
pretendere troppo dalla psiche dei personaggi che restano semplici e lineari
dall’inizio alla fine.
Piccolo cameo di Vinicio
Capossela che regala alla colonna sonora un gustoso testo da lui interpretato
(nel film stesso).
Il regista Valerio Mieli, viene premiato come miglior
regista esordiente con il David di Donatello 2010 ed il Nastro d’argento nello stesso anno; il film
è stato presentato anche nella sezione Controcampo alla Mostra Internazionale
d’Arte Cinematografica di Venezia 2009.
Rizzosi.
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